domenica 11 luglio 2010

venerdì 3 luglio 2009

"La fiera del nuovo millennio"

Questo primo scritto vuole iniziare un percorso di discussioni aperte a chiunque volesse parlare e discutere di Fiere, apportando consigli, suggerimenti e speriamo anche un soffio di novità. Incontrarsi in fiera è una delle poche possibilità di contatto diretto e visivo tra produttore ed utilizzatore di prodotti e/o servizi, rappresentato dal “ritrovarsi” in una mostra specifica e specializzata.
La fiera settoriale è dunque un momento della vita aziendale particolarmente importante e qualificante, qualsiasi cosa essa produca.
Ogni appuntamento ad una mostra o ad una fiera, non va quindi preparato in “qualche maniera”.
E’ opportuno invece cercare il modo migliore per far rendere l’investimento, a cui si va incontro, al 100% nell’immediato ma anche nel tempo.
Questo obiettivo può essere raggiunto al meglio ed in modo più coerente, rivolgendosi ad esperti
in questo specifico settore.
Una presenza in fiera comporta, infatti, un investimento rilevante e quindi, di conseguenza, aspettative molto ampie in termini di impatto con i potenziali clienti, fidelizzazione di quelli acquisiti
e di ritorno commerciale.
Diventa perciò particolarmente importante evitare errori, banali o clamorosi, che potrebbero compromettere lo sforzo e l’impegno aziendale.
Siamo certi dunque di poter dare un parere professionale su questo argomento, dato che il nostro studio è presente da anni sul mercato della comunicazione aziendale globale e quindi anche sulla progettazione di stand “personalizzati” secondo un criterio che potremmo definire appunto “spazio-immagine”.

Perché spazio-immagine?
Questo è il leit-motiv con cui la nostra società ha operato in questi ultimi venti anni e continua ancora adesso che siamo entrati nel nuovo millennio.
La maggior parte delle società che partecipa a fiere e mostre noleggia uno spazio dove presentarsi ai suoi interlocutori, ma intende questo spazio in senso strettamente fisico, utilizzando cioè lo stand come se fosse un banco di vendita, dove i prodotti vengono esposti agli occhi dei visitatori alla rinfusa ed in maniera ingenua.
La sensazione percettiva che se ne ricava è spesso confusa, falsata e poco aderente alla realtà del prodotto offerto.
Il nostro concetto di spazio, invece, supera le barriere fisiche che lo racchiudono; ne risulta un ampliamento dei limiti , per cui lo spazio, al di là dei metri quadrati che lo definiscono, diventa l’universo dell’azienda espositrice, il suo mondo, il suo stile, la sua personalità.
Da contenitore, lo “spazio” diventa un “palcoscenico” , nel quale, con una “scenografia” ben progettata, il messaggio pubblicitario che si vuol far recepire diventa immediato e memorizzabile nel tempo.
Fino ad oggi tutti abbiamo spesso pensato che l’obiettivo principale della comunicazione fosse suscitare un’emozione e/o un desiderio di emulazione, offrendo modelli elevatissimi, certamente appetibili, ma anche irraggiungibili e poco realistici e quindi poco aderenti alle necessità della realtà quotidiana.
Gli stereotipi della pubblicità che hanno proposto ogni prodotto come uno status symbol ci hanno invaso per anni e con tutti i mezzi.
E’ importante però notare che attualmente le tendenze si stanno spostando. Rimane dunque confermata l’importanza primaria della comunicazione, per cui il prodotto, per quanto buono, e la professionalità , considerati da soli, non bastano più.
E’ necessario far arrivare all’utente un messaggio ricco ed articolato, ma anche chiaro e credibile e, soprattutto, aderente al genere di prodotto ed al suo target di riferimento.
Tutto ciò porta alla necessità di una specializzazione nella progettazione anche dello stand fieristico. Creare una struttura “bella”, un allestimento piacevole, ma fine a se stesso, è inutile, se il tutto non esprime pienamente il messaggio che si vuol trasmettere, come se fosse uno spot televisivo.
Facciamo un esempio concreto.
L’immagine di una società espositrice si costruisce su vari elementi: il marchio ed il nome, i prodotti, lo stile proprio ed esclusivo dell’azienda.
Per facilitare la percezione e soprattutto la memorizzazione dell’immagine complessiva è necessario perciò che il progetto di allestimento consenta l’identificazione, il ricordo e l’integrazione coerente di tutti questi elementi.
In primo luogo il progettista deve saper trovare il giusto equilibrio e la giusta sinergia tra prodotto e marchio, che sono spesso imprescindibili .
D’altro canto, però, un’immagine aziendale chiara, completa, di facile memorizzazione non può consistere soltanto nella somma nuda e cruda di nome e prodotto. Per ottenere un buon risultato, lo stand fieristico deve essere costruito come uno spazio che, anche se provvisorio, ospita un’intera azienda, il suo stile, la sua immagine, la sua personalità e, aspetto importantissimo, il tutto non disgiunto da tutte le altre forme di comunicazione che l’azienda ha in atto, visto in quest’ottica, il momento fieristico di una società non è altro che il prosieguo della sua campagna stampa, delle sue brochure, etc.
Il tempo di vita di una manifestazione è breve ed effimero, ma in questo piccolo spazio bisogna giocare tutti gli elementi a disposizione affinché il visitatore associ marchio e prodotto, ma, soprattutto, promesse ed aspettative. Il fine è quello di costruire un rapporto di continuità, che si protragga nel tempo, oltre la manifestazione stessa.
Tutto ciò significa proprio trasformare lo spazio di uno stand in uno “spazio-immagine”, in una struttura cioè capace di ospitare la complessa realtà dell’espositore e di restituirla chiara e compatta agli osservatori.
A questo proposito il progetto di allestimento diventa tanto più efficace se rispetta, nelle composizioni grafiche e strutturali, un’armonia visiva e formale, coerente con la personalità globale dell’azienda.
Nelle tante edizioni di BIT a cui abbiamo partecipato, a Milano, abbiamo curato lo “spazio-immagine” di diverse compagnie alberghiere internazionali.
I problemi da risolvere non sono stati pochi, non ultimo il fatto che le società espositrici non vendevano e non esponevano un prodotto tangibile, se non il loro marchio ed il loro prestigio, indubbiamente legati al loro posizionamento nel mercato turistico.
Siamo riusciti, a nostro avviso, a creare per i nostri clienti uno spazio operativo funzionale, nel pieno rispetto delle caratteristiche di stile e immagine appartenenti a ciascuno di essi.
Questa è e sarà la nostra filosofia operativa nell’immediato futuro.
La continua ricerca di nuovi materiali ed un attento esame delle mutabili esigenze dei nostri clienti ci porteranno sicuramente a realizzare sempre nuove soluzioni, pur restando, per quanto è possibile, in un’ottica di costi ragionati e contenuti.